Quando si decide di intraprendere la strada per realizzare una casa passiva, ci si scontra con
interventi e soluzioni che abitualmente non vengono utilizzate negli edifici comuni, che portano il cliente a definire la casa come “diversa” da quella dei vicini.


Questo non perché sia qualcosa di innovativo, la prima realizzazione risale a più di trent’anni fa, ma
perché non tutti i muratori, elettricisti o idraulici si trovano a proprio agio con le indicazioni e
soluzioni che servono per raggiungere il risultato e a volte sollevano dubbi che a prima vista
sembrano sensati, ma nella realtà portano soltanto fuori strada.


In breve, tutti i dubbi sul fatto di avere una casa “diversa” da quella dei vicini ruotano attorno a
queste domande:
Come mai usi questi isolamenti?
Perché metti un impianto più piccolo?
E perché ci vogliono meno lavorazioni di quelle dei vicini?
Perché il mio muratore di fiducia dice che non ha mai lavorato così?


E va bene così, perché queste domande mi permettono di sfatare altri “falsi miti” del nostro settore e
dare finalmente la certezza che si può avere la casa che si vuole con isolamenti più importanti,
dettagli costruttivi diversi e un impianto più piccolo di come siamo sempre stati abituati.


Lo so ad esempio per l’impianto a volte non è facilissimo uscire dalla falsa equazione “più
grande=migliore”. Quando si sente parlare di impianto si pensa subito che se sarà meglio avere un impianto più potente che uno piccolo. Questo è un ragionamento di “comodo” che di solito si fa.
Ma nel caso di edifici passivi porta solo fuori strada.


Infatti se un impianto è sovradimensionato, lavorerà male e consumerà di più, con il rischio che non
risponda in tempi corretti alle esigenze della casa.
Per questo quando il cliente viene da me, lo porto sempre a visitare le case dei miei clienti, per
mostrargli il risultato che otterrà e poter scambiare qualche parola con chi vive la casa togliendosi
qualche dubbio al riguardo.


Ma nonostante questo c’è una paura inconfessata dei clienti.
Non è una paura di quelle che risolvi con un sopralluogo o una telefonata.
E’ una paura che purtroppo il cliente a volta nemmeno ti confessa, perché pensa che sia anche un
po’ “senza senso”.


Eppure anche se i lavori stanno andando esattamente come da pianificazione, c’è quella vocina in
testa del cliente che gli dice che qualcosa andrà storto.


Sai cosa mi ha confessato Gianluca appena entrato nella sua nuova casa passiva?


“C’è stato un momento, durante i lavori, in cui ho avuto paura che la casa non sarebbe venuta bene.
Era strano perché io ho sempre creduto a quello che mia hai detto ed ho visto i risultati man mano.
E nonostante questo…ogni tanto mi veniva paura.


E sai qual’ è stata la cosa più importante che mi ha aiutato a vincerla?


Ripensare quando siamo andati insieme nella casa passiva del tuo cliente storico.

Quando ho potuto vedere e toccare con mano ed anche un po’ vivere quella casa realizzata da te,
con quel cliente felice e soddisfatto. E sentire le sue parole e tutte le sue risposte alle mie domande mi ha rassicurato così tanto che…solo a ripensarci mi sono tranquillizzato.


E quando anche casa mia è stata completata, ho visto con i miei occhi che era proprio come la
volevo. Ora capisco perché i clienti sono soddisfatti delle tue case!”

Ecco quindi i motivi perchè la tua nuova casa sarà “diversa” da quella dei vicini.

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