Oggi voglio sfatare con te un falso mito del nostro settore : la casa che respira.
Quante volte avrai sentito dire .” la casa deve respirare…” o avrai visto la pubblicità con tanto di immagine dove si vede il vapore del “respiro” della casa.


Un collega una volta disse: “ Se le case devono respirare allora devono anche camminare , correre,
saltare…”

Chiariamo quindi subito un concetto: gli edifici non devono “respirare”


Sostenere il contrario è sbagliato. E ti spiego anche il perché.
Dove passa aria passano anche calore, rumore ed umidità, tanto che, se ipoteticamente il nostro
edificio “respirasse” , sarebbe freddo, rumoroso e ricoperto di muffa.

Tutto il contrario di quanto ci aspetteremmo da un edificio confortevole!


A questo punto qualcuno potrebbe obiettare che l’accumulo di umidità interna nelle stanze dovrà essere smaltita in qualche modo . La mia risposta è sì, ma attraverso il ricambio d’aria con l’apertura delle finestre o con sistemi di ventilazione meccanica controllata.


Solo il ricambio corretto e costante attraverso l’apertura delle finestre o macchine di ventilazione
controllata
, durante l’occupazione dei locali è in grado di mantenere il tasso di umidità all’interno sotto
controllo
.

Ma come va fatto?


Parlando di finestra subito ti verrà in mente l’immagine delle mamme che la mattina per arieggiare spalancano le finestre le mantengono aperte per decine di minuti se non ore.
Nulla di tutto ciò! Per il ricambio corretto di aria in una stanza, bastano 10 minuti ( hai letto bene 10
minuti) di finestre spalancate. Mantenere aperto di più non fa altro che farci “ buttare dalla finestra” soldi del riscaldamento inutilmente, perché raffredderemmo soltanto la casa!


Ma quante volte arieggiare i locali quindi? Per norma di legge servirebbe ogni due ore.
Immagina in un edifico nuovo perfettamente sigillato, significherebbe cambiare aria ogni due ore per 10
min per ogni stanza
! Un lavoraccio!!

Per questo esistono sistemi di ventilazione meccanica controllata, che al posto nostro ricambiamo
costantemente l’aria di casa, mantenendola fresca e salubre ed evitandoci di dover aprire le finestre
così spesso.


Ma torniamo alla casa che respira, che non deve respirare però ( gioco di parole consentimelo). La
casa quindi no ma per le strutture ( pareti, solai, coperture, pavimenti verso l’esterno ) invece il discorso cambia. Questi elementi in effetti non devono contenere umidità al loro interno, in quanto questa potrebbe provocare problemi di muffa, marcescenze( per le strutture in legno) e insalubrità degli ambienti. In questo caso quindi è necessario che gli strati che si susseguiranno dall’interno Vs l’esterno dovranno essere sempre più traspiranti per permettere all’umidità di essere smaltita.

Ma quanto? Il necessario per far si che il passaggio del vapore non ristagni all’interno della struttura. Per questo avremo strati poco traspiranti all’interno della abitazione e molto traspiranti all’esterno, che vanno progettati per funzionare correttamente.


Quindi la casa respira mi obbietterai?

Quindi la casa respira mi obbietterai?
Invece ti rispondo ancora no, perché l’umidità che viene smaltita attraverso le strutture corrisponde solo al 10% dell’umidità che è contenuta in una abitazione

il restante 90% lo si smaltisce con il ricambio di aria degli ambienti


Concludendo, edifici confortevoli sono quindi edifici ermetici, in grado di mantenere sia la temperatura ideale durante tutto l’anno che un comfort acustico soddisfacente.

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Alessandro

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